Gussago, passione per l'alambicco

Ci vuole forse un po’ di faccia tosta a proporre, di questi tempi da etilometro tarato a 0,5, una rassegna di grappe e distillati che, quando va bene hanno il 40% di alcool, ma spesso molto di più.
Eppure si tratta di salvare un pezzo di tradizione che è ad un niente dallo scomparire del tutto e forse vale la pena fornire ai consumatori tutti gli strumenti per imparare a degustare, che è molto diverso dal tracannare per lo sballo ed è ancora diverso dal mandare giù un grappino per lenire gli affanni (e le difficoltà economiche) degli anni non più verdi.
A grandi linee ci sono le grappe giovani che sono trasparenti e cristalline e si possono distinguere, molto all’ingrosso, tra grappe di vinacce di uve bianche che sono più morbide e quelle vinacce di uve rosse che sono più secche.
Carlo Andreoli (che con i fratelli Paola e Sandro e la mamma Margherita Peroni) conduce la distilleria di casa, ci ha fatto assaggiare persino la grappa di Malvasia delle Lipari dove trovi persino sentore di fichi secchi e di papaia.

Fonte: www.giornaledibrescia.it

Gussago, passione per l'alambiccoultima modifica: 2010-01-29T19:08:26+01:00da sandany8
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